Come pulire una stufa in ghisa?

Quelle in ghisa sono delle stufe molto apprezzate dagli acquirenti, in quanto sono in grado di conferire un tocco romantico e moderno a tutto l’ambiente. Per tale ragione si adattano bene a ogni tipo di arredamento, e sono una scelta di design vincente. Oltre l’aspetto esteriore questi prodotti apportano numerosi vantaggi a chi ne fa uso, come il fatto che resiste bene negli anni, riscalda in fretta e spendendo meno in fatto di consumi, eccetera. Talvolta però il materiale che tanto apprezziamo ci mette in crisi, soprattutto quando si tratta di pulizia e manutenzione. In effetti non tutti sanno come trattare questa superficie, rischiando così di danneggiarla irreparabilmente. Per evitare questo possiamo seguire i consigli riportati di seguito, o in questa guida ufficiale.

Le stufe in ghisa subiscono uno speciale trattamento che gli conferisce la tipica lucidità.

Antitarlo con compressore

Il metodo più efficace di applicare un antitarlo è quello di usare un compressore. Secondo quanto riportato nella guida ufficiale con questo apparecchio ci sarà possibile raggiungere tutti quei piccoli buchi nel legno dove solitamente si nascondono i tarli, senza alcuna difficoltà. Il risultato è una pulizia davvero profonda, che non lascia modo agli insetti di trovare rifugio e continuare a proliferare nei nostri mobili in legno (come accade di frequente).

In commercio esistono vari tipi di compressori antitarlo, diversi anche per quanto riguarda il modo di utilizzo. Tra questi i più noti sono:

      Il compressore coassiale è perfetto per i piccoli interventi. È pratico da usare, e grazie a una base dotata di piedini rimarrà stabile e fermo durante l’utilizzo;

      Per spruzzare l’antitarlo in maniera discontinua ma costante possiamo usare un compressore a cinghia;

Frasi e aforismi sull’uguaglianza

Mai come oggi abbiamo bisogno di riscoprire un concetto troppo spesso dimenticato: l’uguaglianza. Tendiamo sempre a vedere negli altri ciò che ci differenzia tra loro, creando una barriera spesso enorme che ci separa dal resto del mondo. Sappiamo bene che nella storia il voler primeggiare ed essere superiore a qualcuno ha portato a ben poco di buono, quindi perché non provare a fare l’esatto contrario?

In un mondo utopico e giusto l’uguaglianza regnerebbe sovrana. Non ci sarebbero né ricchi né poveri, e nessun desiderio di schiacciare gli altri per trarne benefici. Come dice Robert Ingersoll “c’è qualcosa di sbagliato quando l’onestà porta uno straccio, e la furfanteria una veste; quando il debole mangia una crosta, mentre l’infame pasteggia nei banchetti”. Se vogliamo davvero sovvertire questa tendenza allora abbiamo intenzione di migliorare la società in cui viviamo.

Ma come